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REFERENDUM
25 GIUGNO 2006
Sconfiggiamo il disegno di manomissione della Costituzione
Votiamo NO al Referendum
Domenica 25 giugno 2006, dalle ore 8 alle
ore 22, e lunedì 26 giugno, dalle ore 7 alle ore 15, si svolgeranno
le operazioni di votazione per il referendum costituzionale avente ad
oggetto il seguente quesito. 'Approvate il testo della legge costituzionale
concernente 'Modifiche alla parte II della Costituzione' approvato dal
Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 269 del 18 novembre
2005?'.
Con questo referendum confermativo, previsto dall'art. 138 della
Costituzione, il cittadino, votando SI, esprime la volontà di
confermare la legge di riforma costituzionale, votando
NO intende non
confermare la legge già approvata dal Parlamento e mantenere l'impianto
costituzionale esistente.
La legge di modifica costituzionale, oggetto dell’attuale referendum,
interessa circa cinquanta di articoli della Costituzione, riguardanti
principalmente: il trasferimento di alcune competenze alle Regioni (artt.117,
118, 127)), il Parlamento (Camera e Senato Federale artt. 56, 57, 58,
59), la formazione delle leggi (art. 70), il Presidente della Repubblica
(artt. 83, 84, 87, 88, 92), il Primo Ministro (art. 94,95), la Corte
Costituzionale (art.135), il Consiglio Superiore della Magistratura (art.104),
Roma Capitale (art.114), i Referendum costituzionali (art.138).
In pillole, gli argomenti più efficaci messi in campo dagli esperti
dei
due schieramenti
PERCHÈ APPROVARLA
1) Le regioni decidono su scuola, sanità, polizia locale. Più efficienza
e meno sprechi.
2) Lo Stato torna a occuparsi di energia e infrastrutture. Niente più casi
come il blocco dell'alta velocità.
3) Parlamento più snello, giovane ed efficiente: 20 per cento di parlamentari
in meno ed età più bassa per essere eletti.
4) Camera e Senato non si sovrapporranno più. Alla Camera materie statali,
al Senato quelle regionali.
5) Vietati i ribaltoni. Il premier avrà più poteri e se la maggioranza
va in crisi si torna a votare. |
PERCHÈ RESPINGERLA
1) Si spacca il Paese in 20 sistemi sanitari e scolastici diversi con il rischio
di diseguaglianze tra Nord e Sud.
2) Non è vero federalismo ma rischio di blocco delle decisioni per i conflitti
tra Stato e regioni.
3) Il Senato non è realmente federale e ha il potere di veto su moltissime
leggi di competenza della Camera.
4) La riduzione dei parlamentari avverrebbe solo nel 2016.
5) Non è vero che il premier è più forte. Può anche
essere sostituito, seppur sempre dalla sua stessa maggioranza. |
Per questo tipo di referendum non c'è il quorum per
cui qualunque sia il numero dei votanti, il referendum è valido. Il
referendum del 25-26 giugno è una decisiva occasione per azzerare
una riforma che investe parti
essenziali della Costituzione repubblicana. Il nostro proposito, dichiarato
due anni fa, è stato:
aggiornare, non demolire la nostra Carta costituzionale: ma le riforme
coerenti con i principi
fondamentali della Costituzione possono realizzarsi solo se viene cancellata
questa pessima
controriforma.
Rispondiamo
NO e diremo che non vogliamo
questa legge di modifica
LINK
Liberazione
Allegretti (29-03-05)
Zagrebelsky
- La Repubblica (29-03-05 )
Caponnetto -
Fondamenti della democrazia
COSTITUZIONE
- Quadro sinottico
La
Costituzione Italiana
Dogliani
- Obiettivo un'altra Costituzione
Onida
V - Il mito delle riforme costituzionali
Pizzorusso
- Costituzione (aprile 2005)
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